500 km e non sentirli

Restituire significa donare il nostro tempo e le nostre energie per aiutare qualcuno, anche fosse uno solo, ad aprire gli occhi sul mondo ingiusto di oggi e cercare di capire insieme come poter essere protagonisti di un cambiamento che parta dal nostro metro quadrato. Con questo spirito abbiamo affrontato un viaggio di 500 km tra andata e ritorno per animare una emozionante cena dei popoli a Maron di Brugnera (provincia di Pordenone) dove abbiamo trovato più di 80 persone, giovani e adulti, pronti ad ascoltarci, a cogliere spunti e idee, a vivere con serietà ed impegno questa nostra proposta. 
Un’idea nata grazie all’amicizia con Elena, giovane entusiasta del Sermig, che fidandosi di noi ci aveva coinvolti (a scatola chiusa) qualche mese fa per una testimonianza sulla realtà del Sermig e ora ci ha nuovamente coinvolti nella proposta di questa cena dei popoli.
Come sempre ogni cena dei popoli ci mette in gioco in prima persona, soprattutto se di fronte abbiamo un “pubblico” che non conosciamo, con cui non abbiamo confidenza e che in base al nostro atteggiamento vivrà questa proposta: metterci in gioco per far capire la serietà della serata richiede davvero di sentirci gruppo in cammino, ognuno con il proprio fondamentale ruolo, di sentirsi accompagnati da chi non è potuto venire e dal Sermig, di affidarci alla preghiera per rimanere umili, seri e credibili.
Bastano pochi minuti per capire che il clima è quello giusto, vediamo sguardi sempre più attenti e partecipi, viviamo il silenzio dei partecipanti che diventa ascolto e osservazione attenta, capiamo che stiamo condividendo qualcosa di importante: i ricchi, i poveri, i poverissimi, i Paesi in guerra, la frutta che diventa arma, il cibo e le nostre capacità gettate in un cestino…e poi il “buon appetito” che lascia qualche istante di smarrimento, qualche pensiero che diventa azione, un “mondo a tavola” che si anima e si commuove.
La condivisione finale è carica di significato: una mamma commossa nel vedere la figlia tra i poveri chiedere cibo ai ricchi, coscienze che si risvegliano e si interrogano, il nostro racconto del Mondiale di Napoli e di quella piazza silenziosa e pulita, l’invito al prossimo Mondiale in Veneto…di fronte a tutto questo i tanti chilometri percorsi, il viaggio di ritorno nel cuore della notte, le fatiche quotidiane svaniscono e diventano sementi che, speriamo, daranno frutto in questa comunità, in Elena e nei giovani che ci hanno aiutati a servire, negli adulti che si portano a casa un libro di Ernesto e in noi che rinnoviamo nel nostro cuore la domanda “e io dove sono?” alla ricerca costante di una risposta sincera e costante. 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *