Tutto il mondo è paese

Da quando abbiamo iniziato a camminare con il Sermig non siamo più capaci di stare fermi. Sappiamo però di non essere gli unici incapaci di stare con le mani in mano: così, se c’è l’opportunità di fare qualcosa insieme a chi, come noi, sta camminando con il Sermig, siamo pronti a partire e a metterci in gioco.

Con questo spirito di condivisione sabato 28 maggio 2016 siamo partiti alla volta di Bonate di Sopra (Bergamo) entusiasti di rivedere le amicizie nate in Arsenale e con la voglia di metterci al servizio insieme a tanti giovani per chi bussa alla porta degli Arsenali.

E così ci siamo ricordati, ancora una volta, di non essere gli unici a credere che “la volontà di non arrendersi al male, di non pensare mai che ci sia qualcosa di impossibile per chi si affida totalmente al Signore” ci fa essere Sermig a casa nostra. Ce lo hanno dimostrato il pullulare di giovani e adulti che ha animato il pomeriggio, le amicizie rinsaldate e le nuove conoscenze, il bene che è diventato aiuto concreto grazie a chi ha restituito il proprio tempo e chi si è fidato di noi. Abbiamo visto che la voglia di aiutare gli altri, l’entusiasmo di decine e decine di giovani che si sono messi in gioco mettendoci per primi la faccia non ha confini: tutto il mondo è paese.

La raccolta “condividiamo il pane quotidiano” fatta a Bonate di Sopra aveva le stesse caratteristiche, lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di mettersi in gioco delle raccolte alimentari fatte a Mori, a Torino e in tutti i paesi del mondo.
Tutto il mondo è un paese: le difficoltà incontrate, le porte aperte e quelle chiuse in faccia, gli anziani che rispondono in dialetto e incoraggiano l’iniziativa o quelli che rispondono a monosillabi sono elementi che ci fanno accorgere che il bene non ha confini.

I confini apparenti dei nostri paesi di appartenenza si rivelano in realtà una fitta rete di strade che ci permettono di aprirci, di condividere le esperienze con gli altri, di avere l’impressione di non essere mai usciti dalla porta dell’Arsenale e di essere Sermig qua dove siamo, nello stesso paese. Anzi, non solo viviamo nello stesso paese, ma “ci consideriamo inquilini di un condominio sempre in costruzione, sempre in crescita”.

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