Un arcobaleno di colori

Pastorale Sociale Diocesana chiama, Gruppo Sermig Mori risponde…e così partiamo in un grigio primo pomeriggio di domenica alla volta di Trento, questa volta pochi chilometri ci attendono, non sappiamo ancora bene cosa ci riserverà questo pomeriggio, che cosa saremo chiamati a fare, ma si parte con la volontà di provare ad accogliere al meglio qualsiasi imprevisto.

Arrivati a destinazione, all’incontro organizzato dalla Pastorale Sociale Diocesana in collaborazione con la Pastorale Familiare Diocesana e il Forum delle Associazioni Familiari del Trentino, prepariamo un banchetto per la vendita di materiale del Sermig (libri, cd, magliette e bandiere) e cominciamo a veder arrivare le prime famiglie con i loro bambini, tanti piccoli e qualcuno più grandicello; dopo questo momento di accoglienza le famiglie si radunano per un incontro in cui si confronteranno sul tema “Lafamiglia per il bene comune”, mentre i loro figli rimangono con noi; anche con loro proviamo a costruire un clima di familiare condivisione e il pomeriggio comincia a prendere forma.

Con carta e pennarelli in mano, insieme ai bimbi più piccoli, cominciamo a realizzare una bandiera della pace tutta nostra, ispirata a quella del Sermig, ognuno di loro disegna e colora qualche bandierina a scelta, che man mano viene attaccata intorno alla grande parola PACE colorata da uno di loro, e unendo la fantasia e la creatività di tutti realizziamo un lavoro originale e fantastico. Con i bambini e ragazzi più grandi invece proviamo a vivere una piccola “merenda dei popoli”, riflettendo sulla spartizione delle risorse nel mondo e toccando concretamente grazie alla diversa disponibilità di cibo di ognuno di loro le diverse possibilità di chi è ricco, povero o poverissimo nel mondo di oggi.

Riaccogliamo i genitori per un momento di pausa e di merenda, quando poi tornano alla loro condivisione proviamo anche noi a concludere le nostre attività completando la nostra bandiera della pace e raccogliendo le riflessioni che la merenda dei popoli proposta ha fatto scaturire nei pensieri dei bambini e ragazzi coinvolti, in vista di un momento successivo di condivisione con i loro genitori.

Momento che si rivela molto coinvolgente, grazie alla preghiera cantata e suonata della canzone “Mani”, improvvisata ma sempre molto coinvolgente, grazie all’entusiasmo dei bambini nel mostrare la bandiera della pace realizzata con le loro mani e nello spiegare con le loro parole semplici e dirette, che sanno arrivare dritte al cuore, le sensazioni provate durante la merenda dei popoli. I bambini e ragazzi hanno preso coscienza che buttare il cibo, e più in generale le proprie risorse e capacità, sia sbagliato perché è un’ingiustizia nei confronti di chi ha poco o nulla, hanno capito che partendo dai piccoli gesti quotidiani, come mangiare tutto quello che abbiamo nel piatto o spegnere la luce o l’acqua quando non le utilizziamo, possiamo iniziare fin da piccoli a vivere la mentalità del non-spreco nel rispetto di chi ha meno di noi. Affidiamo infine tutti insieme questo pomeriggio nella preghiera a più voci di papà, mamme e figli.

A volte ciò che è sconosciuto e inaspettato diventa la sorpresa più grande; è stato infatti un pomeriggio ricco di spunti di riflessione e un’occasione di restituzione: restituire il nostro credere nella condivisione, nell’importanza del sorriso, nella gentilezza e soprattutto nei bambini. Con la loro fantasia e gratuità si può colorare non solo una bandiera della pace ma ogni momento di ogni nostra giornata, ogni situazione che ci troviamo a vivere, affrontandola con gli occhi dello stupore, occhi come i loro.

E così anche il pomeriggio più grigio diventa nella semplicità un arcobaleno di colori.

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